l'indifferenza? la lasciamo ad altri
Gent.ma Valentina,
mi scuso per non aver mai risposto alle mail ma sono molto impegnata in questo periodo.
Nonostante questo sono ovviamente sensibile a quanto è accaduto in Abruzzo, e disponibile a collaborare se ce ne fosse l’opportunità e compatibilmente al mio lavoro.
Saluti, silvia
RESOCONTO ASSEMBLEA del 20 aprile 2009
EMERGENZA ABRUZZO|FACOLTÀ DI ARCHITETTURA
Dopo una prima introduzione del testo della lettera degli studenti inoltrata in data 8 aprile ai professori della facoltà e delle intenzioni che muovono l’iniziativa, sono state lette e discusse le proposte presentate dai docenti pervenuteci fino ad ora.
Questo primo momento ha permesso di ipotizzare alcuni possibili interventi, quali:
- la creazione di un canale di informazione sul già esistente conto corrente per le donazioni all’interno della facoltà e sulla formazione di un gruppo di studenti responsabili della raccolta fondi, e quindi referenti per gli enti preposti al versamento
- l’attuazione di un “piano” di sensibilizzazione sul tema sismico e dell’emergenza all’interno della facoltà con seminari o incontri extra, ritenendo difficile la possibilità di un inserimento di corsi appositi all’interno dell’attuale piano di studi. Tali incontri toccherebbero temi di formazione tecnica e di informazione su norme vigenti e nuove tecnologie, auspicando di poter tener vivo nel tempo l’interesse sulle suddette questioni e non, invece, ridurle a mera attrazione temporanea
- la possibilità di produrre elaborati, coinvolgendo anche altre facoltà, sul tema della ricostruzione, permettendo di confrontarci sulla questione in modo più ampio e creando un momento di incontro e dialogo non solo con altri studenti ma anche con i “non addetti ai lavori” permettendo di approfondire il dibattito su tale materia e portarlo oltre i muri dell’università e degli studi specialistici
- aprire canali di dialogo e confronto con enti specializzati, altre università italiane (tra queste siamo già in contatto con l’università di roma, milano e pescara) e professionisti (si auspica di riuscire a contattare e coinvolgere l’ing. Alessandro Martelli, responsabile della sezione prevenzione rischi naturali e mitigazione effetti dell’ENEA, e docente di costruzioni in zona sismica presso la nostra facoltà)
- l’organizzazione di tavole rotonde, aperte al pubblico, in cui si confrontino l’esperienze tecniche di professionisti riguardo lo studio dei fenomeni sismici, della progettazione di emergenza, della statica..etc..ed il racconto di chi ha già visto e vissuto esperienze tragiche come quella che ha colpito l’Abruzzo. Tale iniziativa potrebbe essere inclusa nel programma delle giornate delle arti prevista per fine maggio.
- l’informazione a livello comunale e provinciale delle iniziative, anche progettuali, che si andranno a svolgere in linea al decreto di legge in via di approvazione. Tale azione permetterebbe di creare un forte legame tra città e università, incentivare il dialogo sul tema all’interno della facoltà e mettere a disposizione del comune forza lavoro totalmente gratuita
- la possibilità di un “intervento sul campo” in periodo estivo come volontari per aiutare nelle perizie tecniche gli esperti, verificando di non intralciare il lavoro della protezione civile
I punti appena esposti sono il risultato di un confronto fra studenti e non sono stati esposti in ordine di importanza.
Tale documento vuole essere punto di partenza per il gruppo di lavoro che si sta formando e che alla prossima assemblea (che avverrà probabilmente a inizio maggio) esporrà quali indirizzi tra quelli precedentemente esposti saranno portati a compimento.
La pubblicazione di questo resoconto vuole informare gli studenti e i docenti dell’iniziativa, sollecitare il dibattito sulle proposte presentate e favorire l’adesione al progetto.
leo mi ha scritto questo:
"Credo sia un'ottima iniziativa, credo che ciascuno di noi debba dare un contributo affinchè quest'idea possa concretizzarsi, come Bassoprofilo possiamo offrire la nostra piattaforma logistica e tutto il sostegno organizzativo ( e per quel che possibile economico) che si renderà sicuramente necessario.
Si potrebbe cominciare caricando anche noi la lettera sul sito,(Claudio vuoi farlo tu?) poi sicuramente la prossima settimana avremo modo di confrontarci con studenti di diverse facoltà d'Italia venuti per il festival, magari ne potrebbe venire fuori qualche idea."
io metto subito la lettera sul sito. cmq abbiamo mobilitato i contatti che abbiamo in giro per l'italia. giac è in contatto con la prot civile a roma e vedrà se si riesce a d ottenere qualcosa. i ragazzi del città e
territorio collaborano per la rete interfacoltà e sono in contatto con molta gente in giro per l'tialia. poi ci sono quelli di faf-informazione che hanno una newsletter ampia. quindi se preparate una mail carina la possiamo far girare. per il resto vi farò sapere a breve gli sviluppi. ma voi ovlete solo raccogliere i fondi?
claudioe
PROF. GIACOMO BIZZARRI
Cara Valentina,
desideravo innanzi tutto ringraziare Te e gli altri ragazzi che hanno manifestato la loro disponibilità con questa bellissima ed encomiabile lettera.
E’ bello e gratificante vedere un tale senso civico e una così alta moralità nella Vostra esemplare manifestazione di disponibilità.
Personalmente sono rimasto molto toccato dalla tragedia che ha devastato il territorio Aquilano.
Ricordo ancora gli eventi del sisma Emiliano del 15 ottobre 1996. Successivamente a quel terremoto scelsi di prestare servizio civile presso l’ufficio tecnico del Comune di Reggio Emilia, dove, come laureando in ingegneria civile con Tesi in antisismica, ebbi l’onere e l’onore di assistere per dieci mesi i miei concittadini durante le difficili fasi della sistemazione degli edifici danneggiati.
Tragedie di questa portata risvegliano mille domande sul senso della vita, sul destino, su ciò che è veramente importante, sullo stesso significato della morte e della sofferenza, domande che le frenetiche attività della nostra quotidianità ci portano superficialmente a ignorare.
Proprio la difficoltà a trovare risposte a questi interrogativi porta a uno stato di grande sconforto e sensazione di impotenza.
Il Vostro slancio solidale credo sia una bellissima notizia in questo scenario così cupo.
Personalmente, facendomi anche portavoce dei Dottorandi di Energetica, che ho sentito negli scorsi giorni, siamo pronti a fare la nostra parte e a partecipare agli incontri che voleste eventualmente organizzare.
Nei prossimi giorni è anche mia intenzione contattare i colleghi dell’Università dell’Aquila, dove peraltro si terrà quest’anno il nostro Congresso Nazionale, per manifestare loro la nostra vicinanza e offrire un nostro supporto.
Per il momento provo a suggerirVi alcune possibili azioni:
_ importantissimo: a meno che non abbiate parenti, NON recatevi sui luoghi del sisma, almeno finché non cessa l’emergenza. L’afflusso di persone in quelle aree al di fuori di una logistica coordinata è controproducente e rischia di ostacolare l’operare delle squadre dei soccorritori.
Se lo desiderare potrete comunque contattare la protezione civile o le associazioni già impegnate nella zona, segnalando la Vostra disponibilità.
_ Può essere importante fare anche una piccola donazione per aiutare le popolazioni colpite dal sisma, anche tramite sms (certamente già conoscerete il numero 48580 con cui, inviando un messaggio sms, potete donare 1 euro del Vostro credito telefonico alle popolazioni colpite dal sisma).
_ Attivatevi (vedo che lo state già facendo) con le associazioni che saranno impegnate nella assistenza post-emergenza e nella ricostruzione; ripeto, l’importante è NON agire singolarmente o a gruppi non coordinati nelle aree colite dal sisma.
_ Nel breve periodo, una volta attenuato lo sciame sismico, si renderà necessario organizzare squadre per i sopralluoghi e la valutazione dei danni degli edifici. L’esperienza maturata a Reggio Emilia mi suggerisce di considerare un Vostro possibile impegno in questo senso ad assistere gli esperti che si muoveranno sul territorio.
Per quanto mi riguarda, resto ovviamente a Vostra disposizione,
Vi mando un carissimo saluto e un abbraccio,
Giacomo Bizzarri